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AATT ai tempi del coronavirus: Friuli Venezia Giulia

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AATT ai tempi del coronavirus: Friuli Venezia Giulia

Come avete affrontato nell’immediato l’emergenza coronavirus in Associazione con dipendenti e associati?
«Abbiamo chiuso subito al pubblico e informato di contattarci via email, via telefono o utilizzando le tante modalità a distanza già presenti per fruire dei servizi, potenziandole anche e inserendone per nuove aree. Siamo così in grado, anche facendo lavorare i nostri collaboratori da casa, di assicurare sempre e comunque tutti i servizi».

Quindi, seppure a distanza, offrite i soliti servizi e rispondete al meglio alle inevitabili richieste di supporto dei manager che si trovano in situazioni sempre più difficili?
«Proseguiamo nell’assistenza agli associati come sempre, anche se le pratiche Fasdac sono praticamente ferme (non ci sono richieste in questi giorni). In ogni caso anche qui abbiamo reso possibile avere il servizio anche attraverso AskMit». 

Come vanno le cose a livello sanitario, ma soprattutto sociale nelle vostre città e in regione?
«Per ora bene, si teme il peggio nei reparti di terapia intensiva e sotto il profilo psicologico la paura si fa sentire. Sono a oggi 386 le persone risultate positive al coronavirus in Friuli Venezia Giulia (su 3.693 tamponi effettuati)». 

A livello economico, anche se è presto, come vede la situazione e che ritorni ha dai vostri associati?
«Per l’economia della regione la situazione sarà gravissima, ad oggi non ci si rende ancora ben conto di quello che accadrà, anche se turismo e pmi sono già in forte emergenza. È in atto una collaborazione tra istituzioni a livello territoriale con misure che si aggiungono a quelle varate a livello nazionale. Regione e banche hanno fatto un patto per sostenere le imprese. Anche noi vedremo come poter mettere al servizio del territorio le competenze dei nostri manager, ancor più di chi ha e potrà avere problemi di perdita d’incarico, commesse ecc». 

Guardando al futuro, come pensa di affrontare, come Associazione la fase dopo l’emergenza?
«Con ottimismo, daremo le migliori indicazioni agli associati e aiuteremo le imprese a rialzarsi dando tutti i consigli e aiuti possibili. Sarà importante stare uniti, ascoltare e poi lavorare insieme per produrre proposte a livello nazionale e locale».

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