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Linkiller: come riparare il nostro io digitale

Un’app per proteggere la nostra web reputation
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Linkiller: come riparare il nostro io digitale

Il web racconta molto di noi, anche quello che non vorremmo. Da tempo si parla di reputazione online, ma cosa fare, concretamente, quando vogliamo sbarazzarci di link e menzioni che ci riguardano e che danneggiano in qualche modo la nostra immagine?

Sono molte le società che nel mondo si dedicano alla web reputation. Tra le più importanti, l’americana Reputation X e la britannica Reputation defender. Nessuna però è specializzata in diritto italiano. Nel nostro Paese ci sono Tutela digitale e la sua app Linkiller.

Linkiller in particolare rimuove foto e video non autorizzati, notizie datate che non rispettano più il diritto di cronaca, pagine e profili falsi sui social network. Inoltra le richieste di rimozione contenuti ai vari siti e piattaforme che li hanno pubblicati, semplificando la vita di chi è finito nel fango. Linkiller funziona solo via web, ma nei prossimi mesi diventerà anche un’app per smartphone. Il funzionamento è semplice e intuitivo e può essere utilizzata anche da un non esperto.

Il tutto è facile ma anche abbastanza costoso: si parte da 50 euro a link rimosso. E per ripulire completamente un’immagine possono servire anche migliaia di euro. I clienti vengono seguiti da professionisti come avvocati e giuristi esperti di privacy, diritto all’oblio e proprietà intellettuale, oltre che da informatici esperti in brand e personal reputation, cybercrime e indicizzazione dei contenuti sui motori di ricerca.

Strumenti come questo fanno luce su nuove figure professionali - ingegneri, comunicatori, progettisti - che sono di fatto una risposta ad altrettanti nuovi business che cavalcano l'onda delle fake news, come la startup californiana Lyrebird che ha creato un software in grado di ricreare il timbro di ogni voce.

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