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CIDA: gestire l'emergenza e pensare al futuro della sanità

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CIDA: gestire l'emergenza e pensare al futuro della sanità

L’emergenza Coronavirus va gestita con interventi tecnici immediati, con decisioni politiche coerenti e prontamente realizzabili, con risorse finanziarie adeguate e programmando, da subito, le modifiche necessarie a rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale. È quanto sostiene Cida, la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità di cui Manageritalia fa parte, che lancia l’idea di un grande evento nazionale sulla sanità – appena superata l’emergenza - per trasformare le criticità del sistema, messe a nudo dal virus, in occasioni di messa a punto del Ssn o di rifondazione vera a propria del nostro modello di welfare sanitario.

«Nei giorni scorsi, sull’onda della Coronavirus - ha detto il presidente di Cida Mario Mantovani – la nostra associata Cimo-Fesmed ha realizzato una indagine-flash negli ospedali italiani, chiedendo ai medici di tutte le branche specialistiche quale fosse la loro percezione rispetto ad alcuni strumenti di prevenzione che le aziende devono mettere a disposizione a tutela della loro sicurezza nel luogo di lavoro. La percezione del singolo medico rappresenta un essenziale elemento di valutazione perché evidenzia le difficoltà che i medici incontrano nelle strutture trovandosi in “prima linea”, spesso senza armi, ma solo con le proprie competenze professionali. Ne è emerso un quadro preoccupante: i medici ospedalieri si considerano insufficientemente informati e dotati di dispositivi inadeguati per la loro protezione personale.
Le risposte fornite hanno dimostrato, ancora una volta, che la sanità italiana non può andare avanti in queste condizioni, che l’autonomia differenziata, di fatto già in atto, non è in grado di fronteggiare possibili emergenze sanitarie; che la stessa crea insicurezza tra gli operatori sanitari e disparità di accesso alle cure. È dunque urgente rivedere il nostro Servizio sanitario nazionale nell’ottica dell’accessibilità, uniformità e sicurezza delle cure».

Continua Mantovani: «Sul fronte pratico, un’altra nostra associata, Sumai che rappresenta i medici ambulatoriali e specialistici, suggerisce una serie di interventi finalizzati a fronteggiare l’emergenza creata dal Coronavirus: allestire rapidamente posti letto per terapia sub-intensiva, efficaci nei casi meno gravi, evitando di riempire le terapie intensive vere e proprie, che peraltro per questo tipo di polmoniti richiedono attrezzature più complesse del normale; evitare il richiamo in servizio dei medici anziani, come paventato, perché a maggiore rischio di ammalarsi; proteggere la salute dei medici, non solo negli ospedali, ma anche negli ambulatori e dei medici di famiglia. Mai come ora sarebbe necessario eliminare i troppi ostacoli burocratici e la dispersione di risorse derivante dalle gestioni regionali, con un provvedimento di centralizzazione di alcune azioni, come gli acquisti per gli allestimenti di strutture di cura d’emergenza, la regolamentazione di orari e compensi dei medici, le linee guida per gli accessi alle strutture sanitarie etc.».

«Cida mette le competenze dei propri associati a servizio del Paese, evitando ogni allarmismo e privilegiando il messaggio scientifico. Siamo convinti che l’alto numero dei contagiati in Italia sia anche conseguenza della metodologia usata per rilevarli. Una scelta che forse altri Paesi europei non hanno fatto, magari derubricando a influenza una sintomatologia ben più complessa e rischiosa. Anche la scelta di chiudere le scuole potrebbe contribuire alla diffusione di nervosismo fra la popolazione, a fronte di risultati non certi di rallentamento del contagio. Oggi tuttavia occorre agire in modo coeso, contribuendo a gestire l’emergenza a ogni livello, cercando di mitigarne gli effetti negativi e rendendo prontamente disponibili le risorse finanziarie necessarie. Superata però questa fase servirà rispondere ai molti interrogativi sollevati dall’epidemia di Coronavirus, avviando una profonda riforma del nostro Ssn» ha concluso Mantovani.

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