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AUCHAN/CONAD: richiamo alla responsabilità sociale d'impresa

Una crisi di impresa che colpisce un gruppo internazionale non può essere circoscritta al singolo territorio ove si manifesta o al singolo business in sofferenza.
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AUCHAN/CONAD: richiamo alla responsabilità sociale d'impresa

La decisione del Gruppo Auchan di abbandonare l’Italia, dopo una presenza più che trentennale, non può essere avulsa dalla responsabilità sociale del gruppo facente capo alla famiglia Mulliez, che con i suoi numerosi canali di attività promuove la Csr quale asse portante delle proprie strategie.
La petizione lanciata dai dipendenti Auchan, sottoscritta da quasi 40.000 persone e rilanciata anche dal sindacato francese CFDT e da Manageritalia, vuole richiamare il Gruppo Mulliez ad agire concretamente questa responsabilità valutando le reali possibilità di assorbimenti infragruppo (Decathlon, Pimkie, Kiabi, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Castorama, Lillapois, Ceetrus, Zodio, Fluch, Norauto, Oney, Midas, Jules) per i bisogni occupazionali di oggi e del futuro prossimo.

Una ricognizione che andava fatta preventivamente e inserita negli accordi, e che richiama anche le responsabilità dell’acquirente: il Gruppo Conad, che sulla centralità delle persone ha costruito le sue campagne di comunicazione.
Non mettiamo in discussione il diritto di Auchan e di Conad di riposizionare le proprie attività, ma il sacrosanto diritto dei dipendenti di essere tutelati con misure di sostegno al ricollocamento e un piano industriale non focalizzato prioritariamente su misure assistenziali, con l’obiettivo di socializzarne i costi.

Auspichiamo un accordo sindacale tra tutte le parti, compresa la politica, che renda possibile un concreto incontro tra domanda e offerta di lavoro, con il coinvolgimento di tutti i soggetti economici in grado di dare un contributo alla soluzione dei problemi occupazionali. Apprezzabile la scelta di Conad di sostenere con pari importo il contributo messo a disposizione dalle Regioni alle imprese che assumeranno esuberi di Auchan (oggi Margherita Distribuzione).

Manageritalia ha seguito fin dalle prime battute la vicenda. Abbiamo sottoscritto un accordo di indennizzo al licenziamento per la quasi totalità dei dirigenti in esubero.
Contemporaneamente abbiamo attuato una campagna informativa per favorire l’utilizzo di tutti i veicoli di politiche attive, contrattuali e non, utili ad aumentare le chance di rioccupabilità dei colleghi. Il successo di questo accordo ha spinto anche i quadri a richiedere la nostra assistenza, non sentendosi adeguatamente rappresentati e tutelati da altri sindacati. Numerose sono state le adesioni dei quadri a Manageritalia sia nella sede centrale di Rozzano (ove Manageritalia è il sindacato numericamente più rappresentativo) sia nelle unità periferiche. Gli stessi quadri aderenti a Manageritalia hanno costituito una Rsa.
Manageritalia è pronta a dare il proprio contributo nella ricerca di soluzioni possibili di ricollocamento anche per tutti gli altri lavoratori in esubero mettendo a disposizione anche la propria Agenzia per il Lavoro XLabor.

Oltre il momento contingente, in cui speriamo si possano trovare soluzioni adeguate al grande problema degli esuberi, è difficile immaginare che la distribuzione moderna italiana possa competere con i colossi globali (Amazon, Alibaba, ...) con le sole armi del taglio dei costi e della concentrazione delle imprese.
Con quali strategie di servizio/prodotti, modelli organizzativi e progettualità si può provare a contrastare il potere senza confini dell’economia delle piattaforme?
Con questa mossa coraggiosa Conad è diventato il primo player italiano della grande distribuzione. Ma siamo certi che questo sia il modello in grado di garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale della distribuzione moderna e organizzata?
Siamo certi che la frammentazione imprenditoriale non sia un ostacolo allo sviluppo della digitalizzazione, all’innovazione dei modelli organizzativi, all’innovazione continua di offerta e servizi, all’immissione di cultura manageriale e, soprattutto, ai cambiamenti di paradigma nei modelli di lavoro, che dovrebbero essere basati su una riqualificazione continua?
Quale contributo di visione e di politiche innovative dobbiamo chiedere ai rappresentanti delle imprese e alla politica nazionale e regionale per favorire lo sviluppo di una distribuzione sostenibile e coerente con i bisogni emergenti dei nuovi consumatori?

Manageritalia rappresenta i dirigenti del settore e, insieme a loro, si rende disponibile a lavorare con i decisori per costruire una visione di futuro.

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